Impianti biologici

Impianti nitro-denitro

La tecnologia a doppio stadio di nitrificazione e denitrificazione per acque reflue ad alto contenuto di azoto (quali ad esempio gli effluenti di macello e i percolati di discarica) permette di minimizzare i consumi energetici legati ai ricicli dai comparti di nitrificazione ai comparti di denitrificazione (riduzione portata di riciclo ad ¼). La suddivisione e la separazione dei processi di nitrificazione e denitrificazione consentono inoltre una riduzione dei volumi degli impianti biologici, abbassando il fabbisogno di aria per l’ossidazione rispetto al processo a singolo stadio di nitrificazione e denitrificazione. Nel caso delle acque reflue dei macelli, ad esempio, il controllo ottimizzato delle portate in fase di nitrificazione e di denitrificazione consente di garantire la completa nitrificazione e denitrificazione necessarie anche per lo scarico in area sensibile, senza richiedere apporto di carbonio esterno. Portate e sino a 500 mc/h.

Impianti SBR

La tecnologia SBR (Sequencing Batch Reactor) rappresenta una soluzione che spesso consente la massima affidabilità ed il minor costo di investimento. Il processo biologico può essere di tipo nitro-denitro. L’ottimizzazione della gestione dell’impianto permette di minimizzare l’eventuale consumo di COD esterno, regolato dal potenziale redox. Tale misura permette infatti di monitorare l’abbattimento completo dei nitrati e di conseguenza regolare in modo automatico e stechiometrico il dosaggio di COD esterno. La scelta di un reattore SBR è l’ideale per il controllo del potenziale di ossidoriduzione, perché in esso si alterneranno evidenti variazioni di potenziale tra cui quello di fine denitrificazione è ben individuabile. La soluzione SBR è vantaggiosa soprattutto quando la portata di acqua reflua è modesta, per cui l’uso di un biologico a “batch” permette di evitare l’impiego di macchine troppo piccole e quindi inaffidabili.

Impianti MBR

Grazie all’abbinamento della filtrazione su membrana all’ossidazione, la tecnologia MBR (Membrane Bio Reactor) permette di aumentare le rese del trattamento biologico, riducendo gli spazi necessari per l’installazione degli impianti. L’acqua trattata, priva di solidi sospesi e carica batterica, può essere reimmessa nel ciclo di produzione, quando necessario previa applicazione di trattamenti di finitura con tecnologie a membrana (nanofiltrazione, osmosi inversa). Portate e sino a 1000 mc/h.

Impianti a fanghi granulari

Le tecnologie anaerobiche a fanghi granulari (UASB, IC, EGSB) sono da decenni impiegate con successo per il trattamento delle acque reflue contenenti classi di composti facilmente biodegradabili quali zuccheri ed alcoli, come quelle prodotte dalle lavorazioni del settore alimentare (birrerie, lavorazione frutta, alcoolici, lavorazione patate); ed amidi, come quelle prodotte dall’industria cartaria.
Il pre-trattamento anaerobico a fanghi granulari delle acque reflue con COD fuori specifica (range = 1000-20000 mgr/lt, nei casi in cui il rapporto C/N consente un completo abbattimento dell’azoto totale senza richiesta di fonti di carbonio esterne) si rivela redditizio anche a valle di un trattamento biologico aerobico esistente: la riduzione di consumi energetici, la riduzione di fanghi di supero unita alla valorizzazione energetica del biogas prodotto permettono una gestione redditizia dell’impianto di trattamento, consentendo un ritorno sull’investimento in pochi anni. Il pre-trattamento anaerobico a fanghi granulari consente inoltre di aumentare la biodegradabilità complessiva dell’acqua reflua, permettendo al comparto aerobico finitore di specializzarsi nell’abbattimento delle specie più bio-refrattarie.